Scambio Culturale Torino-Bamberg 2009/2010
Progetto dello Scambio 2009/2010 - Discorso letto in Italiano dalla Prof.sa Tedesca Ulrike Murr
31/10/09 - 7/11/09: Visita degli Studenti Tedeschi a Torino: Photogallery
Queste sono alcune righe che ci hanno mandato alcuni genitori e allievi della classe 3B, dopo aver ospitato i ragazzi del Liceo di Bamberg dal 31/10/2009 al 07/11/2009.
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Ecco qualche impressione sullo scambio, maturata insieme ad Alessandro.
Credo sia utilissimo per almeno tre ragioni.
La prima, e quella ovvia, è la lingua: Alessandro ha iniziato a misurarsi con la conversazione quotidiana in tedesco. In prospettiva, la possibilità di frequentare il liceo a Bamberg è preziosa: nei soggiorni studio da me sperimentati c'era una maggioranza di stranieri e non si riusciva ad imparare veramente il tedesco.
La seconda è l'interscambio culturale, che avviene con ragazzi affini nel livello educativo e negli interessi. Capiscono più rapidamente le differenze, aprendosi allo scherzo e alla discussione. Ho potuto apprezzare l'educazione di diversi ragazzi tedeschi che ho ospitato una sera a cena, e il clima sereno tra loro e gli italiani.
La terza è la focalizzazione sul Muro di Berlino (tema trattato quest'anno durante lo scambio), che porta a comprendere l'importanza della libertà di espressione e di movimento.
Ritengo quindi che questa sia una opportunità meravigliosa.
Giovanna Piglione Nicodano
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Lo scambio culturale con gli studenti di Bamberg è stata un'esperienza unica. Ci siamo divertiti molto e, nonostante siano rimasti nelle nostre case solo una settimana, siamo riusciti a conoscerci e a diventare buoni amici.
È stata un'occasione per venire a contatto con una nuova cultura e per migliorare il nostro tedesco.
Alcune volte Ë stato difficile perchè noi avevamo dei compiti da svolgere, mentre loro volevano andare in giro per Torino. Però siamo riusciti a superare questi attimi di stanchezza e, al momento della partenza, ci ha avvolto una grande tristezza.
Usciti da scuola abbiamo avuto un senso di vuoto perchè loro non erano lÏ ad aspettarci come al solito. Poi ci siamo confortati pensando che ad aprile andremo a Bamberg... e non vediamo l'ora!
È stata un'esperienza stupenda che ci ha arricchito. Abbiamo conosciuto nuove persone e sono nate belle amicizie internazionali, che spero dureranno negli anni.
Natalie Donat-Cattin
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Credevamo che il nostro inglese fosse ormai perso in qualche "stanza" del nostro cervello ormai destinato a rimanere lì per sempre.
Pensavamo che il tedesco fosse una lingua difficile ma in realtà non potevamo neppure immaginare quanto veramente lo fosse.
E non riuscire mai a capire quello che "loro" dicevano in tedesco, e rimanere con quell'espressione inebetita per tutto il tempo di una frase, è stato un bellissimo prezzo da pagare per un'esperienza cosÏ unica.
Ma soprattutto non sapevamo che questa settimana sarebbe stato tanto bella.
Quello che ci rimane è un fantastico ricordo che suscita un po' di malinconia; malinconia che i nostri ragazzi colmeranno in primavera quando andranno a trovare "i nostri amici tedeschi" a Bamberg.
Famiglia De Bartolo
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È stata proprio una bella esperienza anche per noi genitori lo scambio culturale nel corso di Tedesco e inglese scientifico. Ospitare un giovane di un altro Paese significa educare i propri figli e se stessi a convivere con stili di vita, mentalità, culture diverse; significa confrontarsi con qualcuno che ha abitudini differenti dalle proprie, sorprendersi a guardare da una prospettiva diversa ciò che prima poteva apparire strano o addirittura sbagliato. Certo aver ospitato David per una sola settimana, non ci ha permesso di conoscere cosÏ bene la sua realtà di vita, ma è stato molto bello ed educativo lo stesso.
Fin dalla prima lettera che mio figlio Filippo ha ricevuto dalla Germania, dove lo sguardo simpatico di questo ragazzino sconosciuto ammiccava dalla fotografia allegata, c'è stato fermento nella nostra famiglia: "Come sarà David?","Dove dormirà David?", "Cosa vorrà per colazione David?" "Riuscirò a capire la sua lingua?"...queste e tante altre preoccupazioni animavano i nostri discorsi durante le cene; invece poi tutto Ë stato facile: è bastato uno sguardo e un "ciao" per dissipare qualunque dubbio.
È sempre un'esperienza meravigliosa, e un grande insegnamento, osservare i giovani quando, con la semplicità più disarmante ed immediata, riescono a fare amicizia fra loro, superando senza alcuna fatica qualunque barriera li separi sia essa linguistica, anagrafica o sociale.
Si dice spesso che i giovani siano il nostro futuro, la nostra speranza di riuscire a rendere il mondo un posto migliore: credo che non ci sia esperienza più utile e formativa che consentire loro di conoscere loro coetanei di altre nazionalità, con esperienze, storie, abitudini e interessi diversi da quelli a cui sono abituati; questo confrontarsi non può che aprire loro la mente, non può che aiutarli ad accettare ciò che è diverso da loro e dalle loro consuetudini, come qualcosa di normale.
L'esperienza che i ragazzi fanno con lo scambio annuale, serve loro a capire che imparare le lingue non significa solo portare a compimento un obbligo scolastico ma anche poter entrare nel vivo di culture diverse e diverse realtà.
Sono certa che questa lezione sia stata appresa da tutti gli studenti della 3B: è bastato osservare il modo con cui hanno salutato i loro compagni tedeschi che si accingevano a ripartire per tornare a casa; quegli abbracci e quegl'occhi lucidi sono il commento migliore e senza dubbio, la conferma della valenza positiva dell'attività di scambio proposta ogni anno dalla Prof.ssa Rinaldi.
La madre di Filippo Grisot