Dirigente Scolastico

Prof. Gianni Oliva

 

Il prof. Oliva riceve su APPUNTAMENTO, contattando l'indirizzo:

gianni.oliva@usrpiemonte.it



Sono nato a Torino il 26 ottobre del 1952. Ho trascorso la mia infanzia ed adolescenza a Coazze in Val Sangone, un territorio che in quegli anni conservava ancora solide tradizioni contadine e, insieme, era ricco di memorie di guerra e di racconti partigiani. Ho frequentato il Liceo classico al “V. Gioberti” di Torino negli anni iniziali del movimento studentesco, quando erano considerati elementi di rottura i capelli lunghi e quando gli universitari di Palazzo Campana erano un mito per noi adolescenti. All’Università ho frequentato la Facoltà di Lettere con indirizzo storico e mi sono laureato nel 1975 con Alessandro Galante Garrone, un maestro di ricerca storica, ma anche di rigore civile e di onestà intellettuale. Subito dopo la laurea ho insegnato italiano e latino e storia e filosofia (erano anni “felici”, in cui ilo passaggio dall’università all’insegnamento era pressoché automatico): scuole private prima, istituti tecnici e licei statali subito dopo.

Nel 1991 ho vinto il concorso da preside e per 9 anni ho diretto il “Baldessano-Roccati” di Carmagnola, un Istituto Superiore a più indirizzi, dal classico allo scientifico al tecnico commerciale. In seguito mi sono trasferito al liceo “Vittorio Alfieri” di Torino, dove sono rimasto sino alla elezione in Regione. Sono anche Preside del Liceo Scientifico A. Volta di Torino.

Giornalista pubblicista e storico, la scrittura è una delle mie grandi passioni. Ho iniziato a pubblicare alla fine degli anni ’70 con alcuni saggi sulle “Annales historiques de la Revolution francaise” sulla “Rivista Storica Italiana” e su “Rivista di storia contemporanea”, “Belfagor”. Il mio primo libro è stato “Esercito, Paese e movimento operaio”, edito Franco Angeli, della collana dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione d’Italia. Da allora ho pubblicato una ventina di libri su tre diverse direttrici di ricerca: la storia dell’esercito, la storia dei Savoia, la storia del 1943-45. Mi sforzo di scrivere libri “leggibili”: non i saggi per addetti ai lavori, dove in ogni pagina ci sono tre righe di testo e 25 righe di note, ma saggi fruibili, dove il rigore scientifico si intreccia con la chiarezza divulgativa.