Paolo Giordano
ex allievo del nostro Liceo
vincitore del Premio Strega 2008 per "La solitudine dei numeri primi"
la relazione
Mercoledì 7 maggio 2008 si è svolto nella classe II C il tanto atteso incontro con Paolo Giordano, ex allievo del nostro Liceo, giovane scrittore torinese autore del romanzo “La solitudine dei numeri primi”, molto apprezzato dai lettori e dalla critica, attualmente in vetta a tutte le classifiche. E’ la storia di Alice e Mattia, due giovani la cui infanzia è stata segnata da un evento doloroso, che ha impedito a entrambi di “entrare” nella loro vita, di prenderne veramente possesso. Due numeri primi gemelli, “soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”.
Quella mattina tutti eravamo un po’ emozionati; alcune ragazze contemplavano la sua fotografia sulla terza di copertina : “…quanto è bello Paolo Giordano!?”. Altri ripassavano a memoria le domande preparate a casa. Altri pensavano che avrebbero saltato non una, ma ben due ore di latino con la temibile prof …Quando è suonata la campanella tutti siamo corsi in classe, ordinati in piedi ai nostri posti. Un brusio serpeggiava per i corridoi: “… è arrivato Paolo Giordano…!” Seguivano altri risolini delle ragazze.
Quando finalmente è entrato, è stato abbastanza sorprendente vedere quanto fosse lui stesso intimorito da noi… Continuava a parlare con la professoressa impegnandosi seriamente a non incrociare lo sguardo con i 25 alunni che lo fissavano intensamente. Anche un fuoriclasse come lui pativa a trovarsi dall’altra parte della cattedra… nel suo stesso Liceo!
Finalmente è giunto il momento della recita: la lettura creativa di passi scelti dal romanzo. Il nostro “omaggio” a Paolo Giordano. La nostra dichiarazione d’affetto per lui. Nove lettori volontari, schierati su un palcoscenico improvvisato, si alternavano nella lettura con voce chiara e sicura. Le parole scorrevano in un’atmosfera magica, i personaggi e i luoghi prendevano corpo attraverso la voce dei nostri compagni, tutti ascoltavano rapiti senza fiatare… Paolo Giordano aveva lo sguardo tra l’attonito e l’incantato. Alla fine ha ammesso di essersi quasi commosso.
Dopo la lettura è iniziata l’intervista allo scrittore che potete leggere nella sezione a fianco.
La Classe IIC
L'intervista
Paolo Giordano mercoledì 7 maggio 2008 è tornato nel suo liceo a raccontare la propria esperienza alle sue insegnanti di lettere, Buroni ed Eula e ad alcuni di noi suoi lettori.
Nato a Torino nel 1982, secondo anno di dottorato di ricerca in fisica delle particelle, possiede anche una grande ed originale voce letteraria.
Il romanzo che lo ha rivelato, “La Solitudine dei numeri primi”, mette a fuoco l’anima dei due protagonisti, Alice e Mattia, e svela i fili che uniscono o separano i corpi fisici e i sentimenti. Dopo aver ascoltato la lettura di alcuni suoi brani da parte di allievi della II C, ha risposto alle nostre numerose domande.
“Come mai dopo aver intrapreso gli studi scientifici hai deciso di scrivere un romanzo? E’ sempre stato il tuo sogno?”
“Avevo parecchio tempo libero. Scrivendo non mi annoio.”
“Che cosa hai provato quando ti hanno comunicato che avrebbero pubblicato il romanzo?”
“E’ stato il momento che più mi ha emozionato in questa esperienza.”
“Quando hai iniziato a scrivere il romanzo sapevi già come svilupparlo?”
“No!...La solitudine dei numeri primi è stato in realtà il prodotto di altri due tentativi riusciti male. Ho infine cambiato la mia tecnica di scrittura: ero abituato a seguire morbosamente una scaletta con tutti i punti chiave del racconto; il risultato era quello di sviluppare in modo approssimativo e poco coinvolgente tutte le tappe per passare velocemente da una all’altra. Solo seguendo la creatività del momento sono riuscito a realizzare il mio intento.”
“E il finale?”
“L’ho deciso più o meno a metà del racconto. Ho provato anche a scrivere diversi finali, ma dopo una lunga riflessione ho deciso che era giusto concluderlo così e con una leggera suspence sul destino di Michela… anche la maggior parte dei lettori la danno per morta!”
“Quanto hai impiegato per scrivere il romanzo?
"Nove mesi… relativamente poco rispetto alla media.”
“Ci sono spunti autobiografici nel romanzo?”
“Sì…devo ammettere che Mattia rispecchia molto la mia personalità; certo non mi taglio i palmi delle mani (e ci mostra le sue mani), però la sua esperienza vissuta negli anni del liceo è simile alla mia e inoltre anche io, come lui, quando entro in una stanza ho la fobia di vedere l’accostamento geometrico di tutti gli oggetti. Ad esempio quando ero a scuola mi piaceva che tutti i banchi fossero allineati”.
“E come hai vissuto l’esperienza qui al Segrè?”
“Negli anni del biennio ho studiato più che in ogni altro periodo della mia vita. Nemmeno all’ Università ero così impegnato!... Ricordo ancora le ore di latino…!”
“E quali erano le materie che studiavi di più?”
“Sicuramente latino e matematica.”
“E il quartetto perfido di Viola e le tre seguaci è riferito a qualcuna delle tue ex compagne?”
“Assolutamente sì… mi sembra ancora di vederle…!”
“Non ti piacerebbe recitare nel ruolo di Mattia?”
“Beh dovrei tingermi i capelli!”
“Con che criterio hai scelto i nomi dei personaggi?”
“Li ho scritti senza riflettere, convinto che li avrei modificati in seguito, ma poi non potevo pensare a loro altrimenti che con quei nomi quindi non li ho più cambiati. Comunque i nomi “Alice” e “Mattia” mi sono sempre piaciuti molto.”
“Da dove ti è venuta l’idea dei numeri primi e soprattutto dei numeri primi gemelli?”
“Inizialmente volevo far risolvere a Mattia l’enigma dei numeri primi, ma poi documentandomi su Wikipedia ho scoperto l’esistenza dei numeri primi gemelli e da lì mi è venuta l’ispirazione”
“Pensi che dal tuo romanzo possa nascere un film?”
“In effetti è già nato. Mi occuperò della scenografia e presto lo gireremo.”
“Qui al Segrè?”
“La mia prima intenzione era di fare le riprese all’estero in modo che nessuno potesse riconoscere i luoghi, poi però ho cambiato idea… in effetti non sarebbe male girarlo qui.”
Valeria Toso IIA
Le foto